
🎧 Ascolta il Messaggio dalla voce de La Jardinera:
Miei cari semi,
Se è da tempo che non leggete nuovi Messaggi, comprenderete che la Giardiniera continua la sua opera e il suo lavoro.
Il suo lavoro, il primo è con l’Universo, il secondo nel Centro: pietre, terra, legno, pulizia e preparativi… per tutti voi!, affinché ognuno trovi un angolo d’amore, un angolo di pace, un angolo che non dimenticherà mai.
Il Messaggio, come sempre oggi, è da leggere e ascoltare in ciò che non è stato detto né scritto, ma che riempia i vostri cuori. In un tempio, uno degli allievi volle piantare un piccolo albero; ne era molto entusiasta e disse al suo maestro: “Maestro, pianterò questo alberello, voglio vederlo crescere, sarò molto felice di prendermene cura”.
E il maestro rispose: “Congratulazioni! Piantare un albero significa mettere radici, significa voler avanzare, voler vivere, voler essere forte e dare ombra a coloro che arrivano stanchi, dare frutti a chi ha fame e dare compagnia a ogni animale che si avvicina per riposare, proprio come l’essere umano”.
L’allievo saltava di gioia perché aveva avuto un’idea meravigliosa. Prese il suo alberello e lo piantò, preparò la terra, scelse la migliore, fece un piccolo cerchio attorno affinché l’acqua non scappasse, lo annaffiò e se ne prese cura. Passarono alcuni giorni e l’allievo, o il discepolo, andò dal maestro e disse: “Non cresce, glielo chiederò”.
“Maestro, l’alberello non cresce”.
“Bene, parlaci ogni giorno, avvicinati a lui quando lo annaffi oppure semplicemente quando gli stai vicino, e parlaci. Parlagli con affetto, lui ti ascolta e ti sente”.
L’allievo ogni giorno andava a parlargli con amore.
“Cresci, alberello, diventa grande”.
E lo curava e lo coccolava, ma l’alberello continuava a rimanere uguale.
Di nuovo tornò e disse: “Maestro, cosa devo fare perché cresca? Io lo vedo sempre uguale”.
“Bene, ora quello che puoi fare è, con molta delicatezza e molto tatto, tirarlo poco a poco. Tira il tronco, allunga i rametti, le foglie, ma con molta delicatezza e molto amore”.
L’allievo andò dal suo alberello e ogni giorno tirava delicatamente il tronco, le foglie, i rami. E arrivò un giorno in cui l’albero si seccò e morì. L’allievo era molto triste, molto triste, e disse:
“Maestro, il mio albero è morto, sono distrutto. Cosa posso fare?”
E il maestro gli rispose:
“L’albero è come la vita. Quando un essere umano vuole andare troppo in fretta per ambizione, per interesse, per voler correre, per voler possedere, per non avere mai abbastanza, per voler avere tutto, finisce come il tuo albero: alla fine muore. A noi esseri umani succede la stessa cosa del tuo albero, bisogna lasciare fluire la natura. Bisogna lasciare tempo e, soprattutto, riempirsi di pazienza, perché tutto ciò che si vuole fare in fretta e forzare, che sia l’albero, la natura, l’essere umano o il possedere ciò che desideriamo, finirà sempre come il tuo albero.
Impara ad avere pazienza, impara a rispettare la vita, a rispettare il giorno per giorno, ad accettare ciò che ogni giorno l’Universo ci dona e lasciare fluire. Se fluisci, tutto sarà in armonia. Non fermare il vento, ci sarà sempre una porta aperta da cui sfuggirà. Ci sarà sempre un’apertura, per quanto piccola sia, da cui uscirà.
Ed è così, non possiamo trattenere, ma possiamo avere pazienza e piantare di nuovo l’albero e dargli il suo tempo. Proprio come noi esseri umani, non dobbiamo voler possedere tutto, ma accettare per poter avanzare, per poter dare frutti, per poter ripararci sotto l’albero, per poter essere felici e per avere quella pienezza che tanto meritiamo.
Siamo nati per avere abbondanza, per essere felici, per avere tutto, per avere amore, per avere denaro, per avere tutto.
E chi è il nostro nemico? Noi stessi.
È lì che si trova la soluzione.
Dimentichiamoci di noi stessi affinché la vita possa fluire.
Con tutto il mio amore,
La Jardinera