February 19, 2026

Lezione di Buddha

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🎧 Ascolta il Messaggio dalla voce de La Jardinera

Miei cari semi,

Un giorno Buddha andò in una delle città dove sempre di recava a insegnare i suoi insegnamenti, gli chiedevano consiglio, visitava villaggi e c’era sempre molta gente che andava a vederlo per la sua saggezza, per la sua bontà, la sua generosità e anche per i suoi miracoli.

Era seduto, stava parlando ai suoi discepoli e a tutta la gente presente.

E all’improvviso si avvicinò un uomo che passava da lì e venne, si avvicinò al Buddha e gli sputò in faccia. Buddha lo guardò.

E subito uno dei suoi alunni disse: «Che barbarie! Ma come è possibile? Come è possibile che sputi a Buddha? Ma chi ti credi di essere?”. E quindi si girò verso Buddha dicendogli: «Buddha, Buddha, non lo permettere, posso fare lo stesso a lui?” E Buddha gli disse: «No, no, no, non lo fare».

Allora tutti gli alunni cominciarono: “No, questo non si può permettere, chi si crede di essere? Oggi ti ha sputato, domani ti sputeranno, ma come è possibile?”. Allora Buddha disse all’uomo: «Avvicinati».

Si avvicinò e gli disse: «Ti ringrazio. Sono molto grato» L’uomo si sorprese, pensò: «Come mai è grato? Gli ho appena sputato, vediamo cosa mi aspetta adesso». E gli disse: «Guarda, grazie al tuo atto, mi hai mostrato che già non ho ira, mi hai mostrato che ho potuto controllare la rabbia, le gelosie, la invidia, ma soprattutto la ira. Sono rimasto in pace e molto sereno e ti ringrazio perché ho scoperto che finalmente non mi colpisce».

I suoi alunni restarono sorpresi: “Ma come? Non può essere”. Di nuovo il Buddha gli disse: “Ma sai anche cosa ho appreso? Che i miei alunni non sono preparati, perchè ancora gli resta molto cammino per apprendere. Hanno ancora la ira e la rabbia e sono sentimenti che vanno eliminati, ucciderli, perché l’essere umano non può permettersi di avere questi sentimenti. Devi amare ed essere amato, ma per amare non devi avere né ira né vendetta, né rabbia e in questo momento, ti ringrazio di nuovo perché sono molto felice. Questo mi ha fatto riconoscere che sono già preparato”.

Guardarono tutti l’uomo che rimase vergognoso, si ritirò e se ne andò di corsa.

Gli alunni continuarono dicendo «Perchè non dovevamo fargli lo stesso?”

“Quando il vostro cuore sarà sereno e tranquillo troverà questa pace che dobbiamo avere. Se rispondiamo alla ira con ira non potremo elevarci. Se ci fanno del male e lo facciamo a nostra volta, non potremo stare in pace con noi stessi. E in questo Cammino, è il Cammino della Illuminazione”.

Gli alunni abbassarono la testa, lo salutarono e andarono in sala a meditare.

Il giorno seguente, di nuovo, Buddha si recò in un altro paese e accadde lo stesso: la meditazione, spiegò come sempre i suoi insegnamenti.

E all’improvviso arrivò lo stesso uomo che era giunto il giorno prima e si presentò davanti a lui mettendosi in ginocchio.

«Vengo a chiederti perdono, ho molta vergogna, non avrei dovuto farlo, ti chiedo perdono e mi dispiace molto”. E Buddha lo guardò e disse:

«Alzati, non sono io che devo perdonare e non devi chiedere perdono, perché quello che è successo ieri adesso sono già anni che quest’acqua è passata sotto al ponte. E dov’è? Molto lontano, è già il passato, lo ieri già non esiste, oggi cominciamo di nuovo. La unica cosa che ti chiedo è di non ripeterlo con nessuno. E se puoi aiutare a fare il bene, fai il bene, vedrai che ti sentirai felice»

Gli alunni lo guardarono e gli fecero una riverenza.

Buddha comprese che stavano nel cammino e l’uomo, tuuuutto vergognoso, rimase ad ascoltarlo e a meditare. Non dimenticate miei cari semi, i nostri atti di ieri sono già il passato, non lo puoi più muoverlo, uguale è la nostra vita. Ciò che è successo, dimentichiamolo.

Ma non torniamo da capo, al contrario, rettifichiamo. Ci sentiremo liberi, i sentimenti in pace con noi stessi e saremo molto felici perchè già non ci faranno male né le parole, né il disprezzo, né l'ira, né il veleno.

Perché è la Coscienza colei che parla alla nostra Anima e la nostra Anima è sempre pura e rimane nella sua purezza.

Con tutto il mio amore,

La Jardinera.

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