
🎧 Ascolta il Messaggio dalla voce de La Jardinera
Miei cari semi,
Questo messaggi di oggi (certo, sicuro che sorriderete), ma tutti dobbiamo vedere qualcosa e abbiamo qualcosa in comune, e lo capirete subito.
In una città molto bella, c’era una proprietà molto ben curata, la curava un giardiniere amorevole, gentile, gli piacevano i fiori e ogni giorno, ogni giorno, ogni giorno, aveva cura di annaffiarli e di togliere le foglie ormai appassite, le foglie morte, qualche ramo che usciva e che non gli piaceva.
Guardava che l’acqua arrivasse in profondità alle radici, che non avessero molti sassi, quelli giusti perché non si allagassero, li guardava e li contemplava. Era la bellezza di quella casa, la bellezza.
Il proprietario era felice perché, quando usciva a visitare la proprietà, diceva: “Che fiori! Che giardino! Che alberi tagliati bene, che siepi! Che bello, è tutto perfetto.” Ma il padrone aveva un debole per i pesci e il giardiniere prendeva sempre acqua dallo stagno per annaffiare i fiori. E il padrone un giorno disse: “giardiniere, hai pensato ai pesciolini? Se gli togli l’acqua, moriranno, se loro hanno bisogno di acqua, dovresti prendertene cura come ti prendi cura dei fiori.” E il giardiniere disse “me ne prendo già cura, signore, e gli do già acqua a sufficienza perché vivano, ma i fiori sono più assetati e hanno bisogno di altra acqua”. “Ma prenditi cura dei pesci, un po’ di più. Mi piacciono molto e vedo che hanno molta poca acqua.” Disse, “bene, farò così.”
Allora il giardiniere continuò ad annaffiare le piante, ma disse: se al mio padrone piacciono i pesci, gli farò piacere e mi prenderò cura dei pesci molto di più, così che non gli manchi nulla e siano contenti. E così cominciò a dare acqua ai pesci, a pulirli, a togliere le foglie cadute, i fiori appassiti. E così passò il tempo. E quando il padrone, che era andato via qualche giorno per andare a trovare dei parenti, tornò, trovò i rosai appassiti, i fiori morti e le siepi che già esalavano l'ultimo respiro. Ma quando si avvicinò allo stagno, che pullulava di pesci, contenti, felici, saltavano, uscivano dall'acqua, vi entravano, felici come mai. E il padrone disse: "Giardiniere, cos'è successo? È una catastrofe! Tutti i fiori sono morti, non ci sono più fiori!"
E il giardiniere disse: "Hai ragione, mio padrone. Mi hai ordinato di avere cura dei pesci, di prendermene cura, di prestargli più attenzione perché avevano bisogno d'acqua. Così ho limitato l'innaffiatura dei fiori in modo che i pesci potessero averne il massimo". "Ma sono morti", "sì, mio padrone, sono morti tutti." "Che disgrazia, che disgrazia! Ora non ci sono fiori!" "Ma ci sono pesci", gli disse. "Ma i fiori e i pesci possono vivere. E possono diventare belli. E possiamo amarli allo stesso modo, come loro amano noi." Miei semi, la morale di questa storia è che dobbiamo essere sempre consapevoli, che non dobbiamo esagerare né da una parte, né dall’altra, né prenderci troppo cura di ciò che ci circonda, né abbandonare i nostri cari.
Deve esserci un giusto mezzo: se qualche giorno ci prendiamo più cura delle piante, un altro giorno non deve mancare alla montagna, alla casa, è come con i nostri cari. Spesso siamo lontani da loro, ma può sempre esserci una parola, un gesto, ricordando sempre che la giusta misura è l'equilibrio perfetto per gli esseri umani e proseguire sul Cammino Retto che ci ha insegnato il Maestro di Tiberiade.
Cos'è il Cammino Retto? Le persone si complicano la vita cercando il Cammino Retto, e si tratta semplicemente di viverlo, di vivere con la tua coscienza, con le tue azioni. Vivere con i pensieri, con le tue azioni, che siano giuste, che non siano né troppo grandi da una parte, e neanche piccole dall'altra.
Non svalutatevi. Non vi rendete mai più piccoli di quello che siete, perché sapete che la vostra Anima è la più grande e che portate la Luce. Ma siate prudenti quando ricevete dei complimenti, quando sentite dire che siete i migliori, o quando qualcuno vi chiama "amore” qui o "amore” là o che siete i migliori. Siate molto attenti e prudenti, perché per trovare il meglio bisogna dimostrarlo con i fatti, non tanto con le parole. I fatti sono amore e non buone ragioni, ma alle nostre orecchie piace sentire elogi. Siete i più belli, i più intelligenti, siete superiori, avete uno status, avete prestigio, avete soldi, immagina, o anche venite dal paese più grande, dove Napoleone era imperatore.
Ma non esistono più; quegli esseri sono leggendari. E voi? Avete conquistato qualcosa? Possono costruirvi un monumento come Napoleone? Se state dimenticando i vostri cari, chi vi ha dato la vita. Cosa aspettate? Il riconoscimento sarà sempre per i vostri atti e i vostri fatti, sempre. Valorizzatevi per il vostro vero valore, abbiate fiducia in voi stessi e toglietevi la paura. La paura è ignoranza. E lo ripeto ancora una volta: l'ignoranza è la madre di tutte le paure, vogliamo solo controllare. Io controllo quello che faccio, io controllo il mio tempo, io controllo la mia casa, il mio lavoro, controllo la mia famiglia, io controllo e guido la mia auto, il mio veicolo, io controllo, io.
E il resto del mondo non esiste? Non esiste? Che ne pensate? Ho parlato molto di me. E se parlassimo di te, amico mio? Che ne pensi, dimmi, dell'ultimo libro? Cosa significavano quelle parole? Che stava ancora parlando di sé stesso.
Per questo abbiamo bisogno del giusto mezzo: ricevere gli allori, ma anche saperli dare, con generosità e con amore, e perdonando, perché il perdono non è annunciandolo o mettendolo su grandi striscioni. No, il perdono è dentro di noi, questo è perdono.
Cosa abbiamo in comune con il giardiniere? Che ci piacciono tantissimo i fiori! Che troviamo bellissimi i pesci! Qui al Centro abbiamo un piccolo fiume pieno di pesci, carpe koi rosse. E sì, mi dimentico di dargli da mangiare.
Meno male che c'è sempre qualcuno che se ne ricorda, e lo stesso vale per i fiori; li innaffio, ma oggi mi hanno chiamato e mi hanno detto: "Abbiamo tanto caldo", che i poverini erano secchi. Meno male che con tutta l'acqua che hanno ricevuto subito sono tornati freschi e belli.
È il Cammino della Spiritualità, essere sempre svegli e la giusta misura perché, se siamo svegli, vedremo tutto, capiremo tutto e sapremo di cosa hanno bisogno gli altri e di cosa ha bisogno la terra.
Con tutto il mio amore, La Jardinera