March 02, 2025

Il Camino d’Amore!

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🎧 Ascolta il Messaggio dalla voce de La Jardinera

Miei cari semi,

Posso dirvi che il camino viene da tempi lontanissimi, per caso, quando i primi uomini che camminavano eretti non conoscevano il fuoco, non conoscevano nulla. Mangiavano tutto crudo e per caso caddero dei fulmini dal cielo e cadendo si incendiò un albero e ci fu il fuoco. Allora ebbero moltissima paura, molta paura, perché non conoscevano qualcosa che era vivo, ma che non potevano toccare.

Qualcosa che vedevano, ma che non potevano accarezzare, qualcosa che tanto richiamava la loro attenzione, perché gli dava luce nelle tenebre e non potevano metterselo addosso. Quindi uno di loro prese un ramo, andò e si avvicinò al fuoco e vide che il ramo si incendiava ed ebbe molta paura, lo gettò via, ma vide che subito si incendiava un’altra cosa. Gli altri cominciarono a raccogliere rami e li accendevano e spegnevano strofinandoli nella terra e poi di nuovo li accendevano e disse: “questo può essere un miracolo, può essere un mistero o, da dove viene? E’ caduto dal cielo.”

Il cervello in quella epoca era molto primitivo.

L’uomo giusto aveva alcuni pensieri, gli occhi per vedere, l’udito per poter ascoltare, il naso per sentire, l’olfatto per sentire e effettivamente la bocca per poter sopravvivere.

Ma non parlavano, erano suoni, erano gemiti, non potevano dare una spiegazione fluida, non potevano dare nomi, non potevano nominare gli oggetti, quello che vedevano, quello che sentivano. Per questo per loro il fuoco era tanto importante.

Da quel momento accesero un ramo, poi ne misero altri e li tennero accesi tutta la notte e c’era un guardiano e il giorno dopo presero il ramo e se lo portarono via acceso.

Si portarono via i carboni, da ciò che restava del fuoco spento si portarono via dei carboni e questi carboni venivano conservati per poter poi mettere sulla fiamma il carbone che si accendeva subito. Così si trasmettevano il fuoco da uno all’altro e da tribù in tribù.

Fu lì che compresero, una volta che cadde un pezzo di carne mentre stavano cenando intorno al fuoco, videro che aveva un odore diverso e un gusto differente. Da quel momento cominciarono a fare la carne alla griglia, come la chiamiamo oggi e che troviamo tanto buona.

Non avevano sale perché non lo conoscevano, non ne avevano, c’erano erbe, ma non sapevano che potevano servirsi delle spezie e poco a poco, scoprirono quello che oggi abbiamo con molto coraggio nel nostro camino, il fuoco che è la vita.

E’ la vita e elementi vitali per tutti gli Orientali, che non possono fare nulla se non hanno consultato i quattro o cinque elementi che hanno. E’ la vita, questi cinque elementi sono la vita primordiale per l’umanità, quindi noi possiamo sentirci privilegiati perché abbiamo un camino ed era il mio sogno, l'avrei fatto in ogni caso perché non posso vivere senza camino, per me si tratta di qualcosa che magari é molto ancestrale, ma è il camino, è l'anima della casa, perché con il camino puoi mangiare, vivere, riscaldarti, dormire e non avere freddo.

Siamo qui per condividere una delle storie che conoscete, belle e che sempre ci danno molto su cui riflettere.

Sono molto chiare e semplici, ma già conoscete Servidora quanto lei.

C’era una bambina bellissima, una buona bambina, stava lavorando e quando terminò la scuola arrivò a casa e andò in giardino. La sua mamma le aveva lasciato la merenda pronta e lei andò in giardino.

Stava giocando, si dondolava, guardava i fiori, era molto felice.

Disse, “i compiti li farò dopo, adesso vado a giocare.”

Sua madre la chiamò e le disse,

“Ciao figlia! Sei arrivata da tempo?,”

“no, mamma, sono arrivata ora.”

“Dove sei?”

“In giardino, sto giocando.”

“Molto bene figlia. Io arrivo adesso dal lavoro”.” E la madre contenta, con molta voglia di abbracciare sua figlia entrò in casa, lasciò la borsa, lasciò la giacca, si mise la tuta e guardando dalla finestra, vide che sua figlia aveva due mele, rosse, rosse, rosse, bellissime.

Quale era fra loro la più bella? E notò che ne aveva due.

E disse, bene mia figlia sta facendo merenda o sta per farla.

E la madre disse, “oh che bello! Mi mangerei una mela. Che buona e che sapore!

Adesso che ho finito di lavorare vado a vedere mia figlia e prima di tutto voglio abbracciarla.

E uscì.

“Ciao mamma!”,

“Ciao figlia!”

“Tesoro, come hai passato la giornata?”

“Molto bene, ho giocato con le mie amiche, ho studiato, oggi è stata una bella giornata.”

“E tu mamma?”

“Anche per me, anche per me, è andato tutto bene.”

E la madre guardava le sue mele.

“Figlia, che belle mele hai!”

“Sono bellissime! Hanno un colore talmente rosso come quello delle ciliegie quando sono sull’albero.”

E la madre moriva dalla voglia di mangiarsene una. E disse, “bene, mia figlia me ne darà una.”

Vedendo che non lo faceva, le disse “mi mangerei una mela se tu me la dessi,” e la figlia guardò e prese la mela dalla sua mano destra e la morse, si mangiò il boccone e andò da sua madre, ma di nuovo prese la mela dall’altra mano e la morse.

La madre la guardò e le si strinse il cuore, perché pensò: Dio mio, è la mia vita mia figlia!

Vengo per vedere mia figlia, soltanto desideravo una mela, se voleva darmela, ma bene, è la sua decisione. “Bene figlia mia, va bene, ti lascio giocare e vado a preparare la cena.”

Disse “no, mamma, siediti con me.”

“Vieni qui, siediti, guarda mamma, ti spiego. Questa mela, vedi, le due mele sono uguali, sono bellissime, belle, ma prima di offrirtela ho voluto sapere quale era la più dolce. Ho provato la prima ed era agria, è molto bella, ma è agria e la seconda ha un sapore di miele e piacevole, questa è quella che mangerai, mangiala con me, tu ti mangi questa e io mi mangio quest’altra e poi continuerò a giocare e poi a apparecchiare.”

La madre cominciò a piangere, prese la mela, se la mangiava piangendo e mandando giù le lacrime.

E la figlia, contenta e felice, perché aveva condiviso la mela che aveva dedicato a sua madre.

Miei semi,

Ci è successo molte volte quando vediamo i nostri figli che hanno un frutto, qualcosa di dolce e abbiamo pensato, sono la madre, la condivideranno con noi. E vediamo che tranquillamente i bambini se lo mangiano, alle volte ci pensano, altre volte non ci pensano, perché sono bambini.

Ma non gli viene in mente di dire, lo mangerò per non darlo a mia madre.

No.

A volte ci è successo anche con le nostre migliori amiche, con i nostri vicini, con la nostra famiglia, con estranei, aspettiamo che ci offrano qualcosa di quello che stanno mangiando o qualcosa cui stanno partecipando.

E delle volte non lo offrono o ce lo offrono più tardi, o ci danno il meglio.

Ma qual’è il primo pensiero? - Che dolore! Mia figlia non ha pensato a me.

Questo è il primo pensiero, che abbiamo noi, qualsiasi madre o padre, che arriva a qualsiasi essere umano, ma può venire anche da un’altra persona, desideriamo che condivida qualcosa con noi, ma questa persona non ne sa nulla e all’improvviso lo offre.

E pensiamo, Dio mio, che gentilezza, che dolcezza, che esempio d’amore.

Questo è quello che dobbiamo fare, poco importa se hanno l’hanno morso prima o se ci danno la più piccola o la più grande.

L’essenziale è essere coscienti dei nostri pensieri, perché siano sempre positivi, che siano sempre, “mi piacerebbe, ma se è un no, per qualche motivo non l’ha fatto. La prossima volta lo darò io o lo offrirò io.” Questo è il nostro gesto e deve essere il nostro gesto.

Miei semi, che questo gesto d’amore sia sempre nel vostro cuore, quando avrete questo pensiero per qualcuno che non ve l’ha dato e che sta mangiando di fronte a voi, è per un motivo.

Ma non è perché non vi ama, al contrario, vuole condividere con voi, ma sempre per darvi il meglio.

Con tutto il mio amore,

Vostra Jardinera

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